Corri mangia Ama Recensione bellissima Grazie

“Corri mangia ama” di Daniela Arcangeli

blog dell'autrice e dedicato al libro http://danielaarcangeli.blogspot.it/
blog dell’autrice e dedicato al libro http://danielaarcangeli.blogspot.it/
“Sono una bicicletta, diventerò una bicicletta. Ecco che inizia il mio Training autogeno, ce la farò. Ogni giorno la vivo e corro insieme alle mie emozioni. La vita piena di emozioni, di sensazioni, l’asfalto sulla terra, le ginocchia come biciclette, i piedi che volano. A volte sorrido, perché ho vinto la sfida. Con il pettorale arancione mi distinguo, ce la faccio; altre volte sono sconfitta, ma la mia battaglia è con me stessa, perché la maratona sono io con il mio corpo, i miei muscoli. Non mi posso fermare. Non mi posso lasciare andare mai, la corsa è voglia di vivere, i moscerini che si schiantano sul viso, i cani che ti inseguono mentre ti alleni, le buche, la strada sdrucciolevole. Poi cado, atterro e poi mi risollevo, rinasco e osservo l’alba, i suoi mille colori che cambiano a ogni ora e mi stupisco della bellezza che è dentro e fuori di me, nel mondo. E l’acqua, la strada bagnata e tu che scivoli, che vai più veloce, tu che corri, che tremi, che hai paura, senti il fiato, il tuo fiato, il fiato sul collo, chi ti insegue, chi vuole fare meglio di te. Il maratoneta si allena con fatica, con sudore, deve essere leggero, leggiadro, acuto nel non disperdere energia, conservarne un po’ per la finale, il grande finale. L’emozione di arrivarci, di essere lì tra i grandi, di crederci, di credere nel tuo corpo. Le risorse sono dentro di me, devo solo seguirle, inseguirle, inseguire la meta, atterrare nella gloria. Ci credo, sono una bicicletta, diventerò una bicicletta, fulminea, veloce, senza freni, sarò la migliore. Voglio la vittoria, dai Alice forza!”
Ho riportato un estratto del libro dell’autrice Daniela Arcangeli, edito da Silele edizioni (collana the other -2015), che considero una sintesi  di tutte le tematiche contenute nel romanzo nonché splendida metafora della vita.
Il titolo potrebbe trarre in inganno (come è successo a me) inducendo a pensare che possa essere un “manualetto” di come trovare il perfetto equilibrio psico-fisico in tre semplici mosse: correre, mangiare e amare. E invece è bel altro! Ma andiamo con ordine.
La protagonista è una giovane donna, Alice, di quasi trenta anni che fa la giornalista e sogna il successo e ambisce a diventare una professionista affermata ed ammirata e, perché no, anche Direttore di un giornale. Nutre quotidianamente sani propositi di ritrovare un peso ideale cercando di perdere quei chili in più dovuti ad una personale terapia antistress a base di torte al cioccolato. Per lei il cibo è piacere e fin da piccola l’ora dei pasti è sempre stata sinonimo di gioia, di allegria, scambio di chiacchiere.
Pigra lo è per scelta e sedotta dal proprio divano: “Io sto bene anche così, assopita in modo lascivo sul mio morbido divano la sera, mentre faccio zapping davanti alla televisione. Anzi non sono sdraiata, sono in simbiosi con lui, sedotta da questa meravigliosa vicinanza. Mi piace appisolarmi su di lui”.
Non ha una relazione stabile, ma gli uomini le piacciono e belli. Non si risparmia nel conquistarli, lanciandosi in improbabili avventure a volte rischiose, ma efficaci, che le fanno vivere brevi relazioni “intense e mozzafiato”.
Le viene affidato un servizio sul tema”l ‘elisir di lunga vita”. Le capita tra le mani un vecchio articolo del  National Geographic dal titolo ” Vivere fino a 120 anni, l’elisir di lunga vita si trova in Italia” ed ottiene dal suo Direttore di iniziare l’ inchiesta proprio a Luzzi un paesino della Calabria. Mentre si prepara ritrova, in un vecchio cassetto, uno scritto della sua amata nonna che le riporta alla mente un passato caro e lontano e la fa riflettere non solo sul significato della poesia, ma anche sul perché questa piccola pergamena mi capita sottomano? C’è sempre un perché, quando accade qualcosa di sorprendente”. Appena arrivata a Luzzi scoprirà quel perché e anche un legame particolare tra la sua adorata nonna Alice (della quale porta il nome) e la la setta bonsai.
Della trama non voglio aggiungere altro perché rovinerei dettagli di un intreccio narrativo sorprendente e a tratti esilarante.
Mi soffermo su un aspetto  che ho particolarmente gradito: lo stile narrativo. Frizzante, incalzante e ben lontano da quelle estenuanti ed ammorbanti introspezioni tipiche di alcune affermate scrittrici. Non per questo è meno efficace, anzi! Infatti grazie a “visioni oniriche”, poesie, splendidi personaggi femminili appena tratteggiati, ricordi e vicissitudini della protagonista, l’autrice porta il lettore a riflettere su quale sia il senso e l’affanno del nostro vivere e se esista una formula o pozione magica preconfezionata per il vivere bene e a lungo.
Un romanzo piacevolissimo che alla fine dà una risposta anche al desiderio e necessità di amare ed essere amati. Penso alle lettrici che chiuderanno il libro fantasticando su Pietro, moderno principe azzurro, che la autrice ci propone come deliziosa fetta di torta al cioccolato da gustare lentamente ripetendoci la frase: “ Andrà tutto bene, me lo sento. Per una volta nella vita non penso nemmeno a tutti quei grassi idrogenati che mi appaiono in sogno…”.
Recensione a cura di Paola
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