Crescere figli sorridenti e felici.Gestisci le tue emozioni

Tuo figlio è un essere separato, altro da te e diverso da te; «ragiona» in modo differente: meno logico, più ripetitivo, più emozionale, più facilmente distraibile (da ciò che interessa te, chiaramente), più immediato. Da piccolissimo vive nel presente, sempre. Poi, dopo i 3 anni, per lui la realtà si confonde con la fantasia. I bambini apprendono in maniera procedurale, per ripetizione e imitazione, e il loro cervello è diverso dal nostro. È importante saperlo, sia per adeguarsi al loro modello di apprendimento e sfruttarlo al meglio, sia per capirli e accettarli nei loro inevitabili «limiti». Per avere a che fare con loro, dobbiamo allora cancellare il nostro abituale modo di relazionarci e ricordarci sempre di ridurre tutto all’osso, semplificando TUTTO: frasi, gesti, ordini, complimenti, punizioni… Non c’è una pausa di razionalità e questo è molto stancante...si sa...
Che cosa succede, quindi, durante la crescita? I bambini si liberano delle informazioni confuse e riordinano il loro cervello. Il vantaggio è un cervello più efficiente, lo svantaggio è forse la diminuzione della velocità di adattamento (ma non di apprendimento) e, progressivamente, la perdita dell’uso della fantasia. Un altro fattore che ci interessa conoscere per capire i limiti dei nostri figli è che il cervello matura da dietro in avanti; in pratica, nel suo processo di maturazione, segue la stessa direzione secondo cui si è formato: in principio c’è un filo, che è il sistema nervoso, poi si sviluppa il cervello rettiliano, poi quello limbico e, infine, il cervello prefrontale e corteccia tardiva; lo sviluppo della parte superiore del cervello avviene a partire dall’età di 12 anni. Questo non significa che prima non si ragiona, ma che lo si fa in modo diverso, più emotivo e immediato.Dobbiamo avere il libretto delle istruzioni.
Maggiori dettagli li trovi a Febbraio alla mia presentazione al Milkbar e A fine Gennaio a Momsbar a Milano.
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I nostri figli vivono nel presente.
Ecco un suggerimento per aiutarti a comunicare a tuo figlio il senso del tempo sfruttando il suo livello di comprensione. Traduci i minuti in azioni Anziché dire: «Tra cinque minuti usciamo, sbrigati», potresti dire: «Vai a fare la pipì adesso perché la mamma si sta già mettendo il cappotto». Invece di parlare di minuti, traduci in un’azione concreta.
Ti dice niente la parola Sonno!!!
 Il trucco sta nel farli stancare il giusto di giorno, non troppo. Per i più piccoli, il sonno disordinato di giorno non aiuta le notti tranquille.
Aiutalo a fare sonni completi.Nel seminario ti spieghero' meglio.
A presto coach Daniela
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